Collaborazioni

Ensemble Oneiroï

Tre Anelli — e altri racconti decameroneschi (in francese Trois Anneaux) è uno spettacolo musicale ispirato al Decameron di Boccaccio (1313–1375). Firenze, 1348: mentre la peste flagella l'Europa, un gruppo di giovani decide di rifugiarsi in campagna e sopravvivere cantando, danzando e raccontandosi storie. Il Decameron, scrigno della raffinata sensibilità del Trecento, guida il pubblico in un mondo in cui le culture d'Oriente e d'Occidente dialogano e si fanno eco a vicenda.

La musica dello spettacolo si fonda su repertori lontani nello spazio e nel tempo: manoscritti medievali sopravvissuti alle vicissitudini della storia, melodie antiche trasmesse oralmente, improvvisazioni strumentali su modi musicali del Vicino Oriente e del Nordafrica, e composizioni originali. Le fonti privilegiate sono quelle provenienti dai luoghi stessi menzionati nelle novelle: il codice Reina, il codice Squarcialupi, il manoscritto di Londra, le Cantigas iberiche. Gli strumenti in scena parlano anch'essi di viaggi: l'oud, principe degli strumenti secondo le culture nordafricane e mediorientali; il chitarrino, suo cugino medievale e occidentale; la viella, strumento prediletto dai cantori d'amore in ogni angolo d'Europa; i flauti, legati alla danza e al convivio sin dai tempi più remoti.

Tre storie si raccontano attraverso gli strumenti e le voci: in un programma che include musiche di Thibaut de Champagne, Lorenzo da Firenze, Francesco Landini, Guillaume de Machaut, brani anonimi del XII–XIV secolo e composizioni originali di Sara Maria Fantini. In scena: Sara Maria Fantini (oud, chitarrino), Maud Haering (soprano), Valentine Lorentz (viella a arco, flauto) e una cantastorie (Sylvie Mombo/Julia Alimasi). Lo spettacolo, prodotto dall'Ensemble Oineroï in coproduzione con la Fondation Royaumont e la DRAC Île-de-France, è disponibile in versione scuole (1h) e in versione completa (1h20). Con più di quaranta repliche all'attivo, Trois Anneaux ha viaggiato in tutta la Francia sotto forma di spettacolo e atelier per bambini e ragazzi, ed è stato inserito nella programmazione delle Jeunesses Musicales de France per la stagione 2025-2026.

Teaser

Ensemble Oneiroï → JM France →

Rubens Rosa

Dal 2024, Sara Maria Fantini collabora con Rubens Rosa (giovane ensemble di musica medievale con sede a Basilea, codiretto da Aliénor Wolteche e Matthieu Romanens) suonando il chitarrino e il liuto medievale. Con l'ensemble si è esibita in numerosi festival, tra cui Erasmus Klingt (Basel, CH), il Festival Internazionale di Musica Antica di Erice (IT) e Medimus di Prizren (KS).

Trobar a l'entorn dels Pirineus

Dalla Provenza alla Castiglia con Guiraut Riquier, l'ultimo trovatore

Nel 1269 Guiraut Riquier (1250–1292) lasciò Narbona, attraversò i Pirenei e raggiunse la corte di Alfonso X il Saggio, dove convivevano culture francese, occitana, islamica ed ebraica. Vi giunse mentre si compilavano le Cantigas de Santa Maria: melodie che presentano legami sorprendenti con i suoi canti mariani e, più in generale, con il repertorio trobadorico. Il programma intreccia i due repertori seguendo il filo cronologico del chansonnier di La Vallière, che raccoglie datata e ordinata l'intera produzione di Riquier — un rigore di trasmissione unico per l'epoca.

Con Matthieu Romanens (canto) e Aliénor Wolteche (vielle). Durata 1h15.

InPro

L'autunno della monodia

Due repertori che si specchiano l'uno nell'altro: il mare di Vigo e il Mediterraneo, le cantigas de amigo di Martin Codax e le ballate monodiche del codice Rossi e dello Squarcialupi, spesso copiate per riempire i margini inferiori dei manoscritti. Il terreno comune è la monodia profana, che tra XIII e XIV secolo conosce il suo autunno e infine la sua scomparsa dalle fonti scritte, in favore della polifonia. Per costruire l'accompagnamento delle voci l'ensemble si è rivolto alle istampitte del Codice di Londra, vero dizionario del linguaggio strumentale del secolo.

Con Colin Heller (viella), Gabriele Miracle (percussioni), Matthieu Romanens (voce).

Las Kiras

Las Kiras è un quartetto tutto al femminile nato dall'incontro tra Sara Maria Fantini (oud e chitarrino), Laia Blasco (canto), Berta Ares (viella e violino) e Ana Nicolás de Cabo (percussioni storiche e tradizionali). Berta Ares, Laia Blasco e Ana Nicolás suonano insieme da anni all'interno di BallArte Ensemble, dove hanno esplorato le possibilità sceniche dell'interpretazione della musica antica; con Sara Maria Fantini, conosciuta alla Schola Cantorum Basiliensis, condividono la passione per le musiche tradizionali e per il repertorio medievale, e l'interesse per ciò che nasce dal metterli in dialogo. Il gruppo si è formato attorno a un proposito comune: restituire ascolto alle donne che la storia della musica ha lasciato ai margini.

Siamo tutte

Voci di donne nel Mediterraneo medievale

Nel 1405 Christine de Pizan terminava La città delle dame, scritto in risposta all'immagine che circolava sul ruolo delle donne nel Medioevo: nel libro l'autrice raccoglie le storie di centosessantacinque donne per dimostrare che quel ruolo era una costruzione sociale, e che le donne potevano essere capaci e virtuose quanto gli uomini.
Da quell'eredità nasce Siamo tutte, un viaggio musicale nel Mediterraneo medievale che raccoglie voci di donne di territori, culture e condizioni sociali diverse: le trobairitz occitane Castelloza e la Contessa di Dia, le poetesse andaluse Hamda bint Ziyād, Hafsa bint Hamdun e Wallada bint al-Mustakfi, e le parole della stessa Christine de Pizan. Il concerto intreccia repertori medievali e tradizioni vive del Mediterraneo — musica andalusa, sefardita, occitana e brani di trasmissione orale — con composizioni e arrangiamenti originali, tra cui alcuni brani firmati da Sara Maria Fantini, che attraversano lingue, confini e culture per mostrare quanto quelle esperienze continuino a risuonare oggi.
Siamo tutte è in definitiva un invito ad ascoltare quelle voci dimenticate e a riconoscervi un'eredità comune: quella di donne che hanno scritto, cantato, amato, pensato e creato, lasciando una traccia che merita di tornare a farsi sentire.

Con Laia Blasco (canto), Berta Ares (viella e violino) e Ana Nicolás de Cabo (percussioni). Durata 60 minuti.